Chaos – Humanoid B12

  • Autore: Daniele Ronco
  • Con: Jacopo Trebbi, Daniele Ronco, Costanza M. Frola
  • Scenografia: Lorenzo Rota, Jacopo Valsania
  • Costumi: Roberta Vacchetta
  • Trucco: Nick Costa
  • Musiche originali: Mattia Floris / Studio Babylon
  • Regia: Daniele Ronco
  • Consulenza artistica: Daniele Salvo
  • Vincitore del Bando per Nuove Drammaturgie "Le strade degli altri" (2017)
  • Codice opera: 926269A

Presentazione

Il progetto Chaos (Humanoid B12)  è l’ultima produzione della compagnia teatrale Mulino Ad Arte, presentato in forma di “primo studio” per un ristretto pubblico (circa 30 spettatori), il 20 dicembre 2016, presso il teatro Sandro Pertini di Orbassano, nell’ambito del progetto “Cortocircuito Piemonte” promosso dalla Fondazione Piemonte dal Vivo. Nel corso del 2017 si prevedono altre sessioni di prova per completare il lavoro, che comunque è da considerarsi a buon punto sotto molti aspetti produttivi (costumi, musiche, drammaturgia, scenografia). Il tema principale snocciolato in quest’opera è il potere. L’uomo, accecato dalla sua rincorsa incessante verso l’onnipotenza, si dimentica del proprio vero sé. Un potere che anestetizza i cervelli, che non permette di vivere e pensare secondo raziocinio. La Pace è circondata da tante belle parole, che però sono vissute dal genere umano in maniera incoerente e contraddittoria. L’uomo è figlio, ma mai allievo della storia. Non impara dai propri errori e ripercorre ciclicamente le stesse tappe, che lo portano a conquistare, distruggere e autodistruggersi. Ad ogni “ciclo” il potere autodistruttivo è in crescita, in quanto l’uomo progredisce, conosce sempre nuove tecniche di distruzione di massa. Siamo arrivati perfino a creare degli essere inanimati a nostra immagine e somiglianza. A dove ci porterà tutto questo? Quale sarà il nostro ultimo “ciclo”, prima di autodistruggerci definitivamente?

Humanoid B12 è ambientato nel 2026, in un mondo in cui il vuoto è palpabile. Siamo arrivati alla deriva del progresso tecnologico, talmente avanzato che gran parte dell’umanità si è dimenticata di sé stessa. Agli inizi del XXI secolo si auspicava un mondo unico, in cui le differenze non sarebbero più state causa di divisioni. La perdita di valori, un feroce relativismo unito allo smarrimento di rapporti umani veri, hanno alimentato falsi ideali, modelli pericolosi e una visione della vita smisuratamente materialista e legata all’apparire. L’integrazione resta un problema irrisolto, con la nascita di nuove forme di intolleranza, nostalgiche di un passato che ritorna come rigurgito di cibo maldigerito. In questo contesto si intreccia la storia di due personaggi diametralmente opposti: un uomo biancaliano, profondamente xenofobo, carico di odio e frustrazione, e una donna verdiana, immigrata in Biancalia da 5 anni, mai veramente integrata nel nuovo Paese. Nella storia sono stati volutamente dribblati riferimenti realistici relativi a fatti o persone, in modo da permettere allo spettatore di identificarsi e riconoscersi nell’universalità di un mondo astratto, ma unito da un filo diretto con la realtà che accomuna tutta la nostra specie. Il 2026 è l’anno in cui scoppia la terza guerra mondiale, dichiarata dai robot di ultima generazione, gli Humanoid B12, all’umanità intera. I due protagonisti si ritrovano rinchiusi nello stesso campo di concentramento, uniti loro malgrado nel dolore e nella sofferenza, costretti ai lavori forzati. Mentre la storia si ripete e l’umana ratio si perde, la pièce ci immerge in una realtà storicamente già vissuta e nello stesso tempo lontana. La storia è caratterizzata da elementi di fantascienza, come quello del “risucchio dell’anima”. E’ proprio l’anima a rappresentare il punto di svolta della sopravvivenza della nostra specie, in quanto rappresenta l’ultimo elemento che manca agli Humanoid B12 per sostituire l’uomo sulla Terra. Gli Humanoid sono stati creati per proteggere noi e l’ecosistema. In una scala di valori, i B12 hanno ritenuto la salvezza del Pianeta più importante di quella umana.

Guarda il trailer

cronistoria

  • 22 Marzo 2019 25a replica - Teatro Portland di Trento
  • 10 Marzo 2019 24a replica - Teatro Selinus di Castelvetrano (TP)
  • 02-03 Marzo 2019 22-23a replica - Teatro Nest di Napoli
  • 15-17 Febbraio 2019 19-21a replica - Teatro Moscerino di Pinerolo (TO)
  • 09 Febbraio 2019 18a replica - Teatro Pedrazzoli di Fabbrico (RE)
  • 08 Febbraio 2019 17a replica - Zac! di Ivrea (TO)
  • 25 Gennaio 2019 16a replica - Teatro Pertini di Orbassano (TO)
  • 29 Settembre 2018 15a replica - Spazio Diamante/Premio InDivenire di Roma
  • 29-30 Maggio 2018 13-14a replica - Teatro Cometa OFF di Roma
  • 03-13 Maggio 2018 4-12a replica - Torino Fringe Festival
  • 15 Marzo 2018 3a replica - Teatro Sociale di Pinerolo (TO)
  • 17 Febbraio 2018 2a replica - Tedacà Bellarte di Torino
  • 27 Gennaio 2018 1a replica - Teatro Carena di Cumiana (TO)
  • 01 Ottobre 2017 Festival "Le strade degli Altri" di Lunària Teatro (Genova)
  • 21 Dicembre 2016 Primo Studio al Teatro Pertini di Orbassano (TO)

scheda tecnica

Palcoscenico

Larghezza: 6m (minimo)
Altezza: 3m  (minimo)
Profondità: 5m (minimo)
Durata montaggio: 3 ore
Durata smontaggio: 1 ora

LUCI

  • 18 fari PC da 1000W
  • Due piantane/manfrotti, dotate di T, per 3 fari ciascuna nel caso la sala non fosse dotata di staffe per i fari frontali
  • Dimmer luci DMX a 18 canali (minimo 12), da 2000W per canale
  • Mixer luci DMX a 18 canali (minimo 12) con scene programmabili (o almeno doppio banco e cross-fade)
  • Cavi elettrici
  • 10 sdoppi
     

AUDIO

  • Impianto di diffusione professionale adeguato alla sala
  • Una cassa monitor per il palcoscenico (2 per spazi grandi)
  • Mixer audio professionale
  • Caveria adeguata all’impianto